«Ci mancherai Renèe, artista della bellezza»

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Articolo pubblicato il 21/10/2017 alle ore 06:28.
Renèe Renata Recchi.
Renèe Renata Recchi.

Elegante, raffinato, bellissimo, esattamente come lei: Renata Recchia, per tutti Renèe. L’ultimo saluto all’hair stylist di fama internazionale non ha tradito la natura, la vita, la passione di questa donna, anche nel giorno del commiato, nel giorno dell’uscita di scena. Martedì scorso l’aria è tiepida, il cielo è terso sopra Oliosi. Il prato accanto alla chiesa è un palcoscenico, il tappeto rosso, la musica dal vivo di un sax, i fiori delicatamente raccolti in due grandi cuori, un fascio di rose rosse e tanta, tantissima gente attorno.

Nella sua carriera ha calcato palchi in tutto il mondo, dall’America alla Thailandia. Su questo ultimo tappeto rosso, il dolore è intimo, mentre la bellezza è pubblica; Renèe ha vissuto con questo motto dimostrandolo nella vita e nella professione. Le sue acconciature, inconfondibile cifra stilistica, sono un’eredità di bellezza senza tempo, abitano i saloni e le mani dei colleghi ai quali ha trasferito senza mai risparmiarsi il suo sapere. Centinaia di persone si sono assiepate in questo angolo verde, divenuto chiesa all’aperto. Oltre alla famiglia - gli adorati genitori e le due sorelle Lara e Paola, con le quali il rapporto era da sempre simbiotico (o semplicemente come dovrebbe essere tra fratelli) - ci sono i collaboratori, ragazzi e ragazze che lavorano nel negozio di Bussolengo, ci sono colleghi, arrivati da tutta Italia, i soci di una vita del Gandini Team: Gigi Gandini e Gianni Sancassani.

Poi, loro, le tante, tantissime clienti che in Renèe hanno trovato quello che il mondo della moda da 30 anni le ha costantemente riconosciuto: bravura, talento, umiltà. Scomparsa per malattia all’età di 53 anni, a soli 23 vinse i campionati del mondo di acconciatura, da allora crebbero la fama divenuta internazionale, ma anche la passione e l’umiltà. «Il mondo intero conosce le tue mani d’oro, una miniera di risorse umane e professionali» . Sono le parole di una collaboratrice. Struggente il ricordo della zia Pia , letto da una portavoce: «Avevi 13 anni quando come modella ti portavo ai concorsi. Vincemmo i campionati del Triveneto, lì nacque la tua passione, ero felicissima, avevo già visto ciò che saresti diventata: una campionessa» .

Don Daniele Muraro nell’omelia ha sottolineato un tratto «potente» del lavoro di Rènee: «Interpretava la personalità di chi aveva di fronte, faceva uscire il meglio, l’invisibile che ha bisogno di essere visibile». I ricordi si susseguono, le voci sono quelle degli adorati nipoti, di Martina suo braccio destro nel negozio di Bussolengo, del team Gandini e del cognato Roberto, al quale aveva affidato il compito di scegliere un brano musicale per questa giornata. Sì, Renèe sapeva, ma, non si è mai arresa. Ha sfidato il male mostrandone i segni, la foto con una parrucca fece il giro del mondo, in negozio indossava un cappello o un foulard, nulla era però cambiato, sempre accudente, sempre presente, ti consigliava ma prima ascoltava, mai un motto di rabbia, di disperazione. Discreta. Al mondo dava solo il bello che costruiva, tenendo per sé, solo per sé tutto il resto. Renèe sapeva, che questo ultimo show sarebbe arrivato, Roberto, ha scelto la colonna sonora dell’ultimo appuntamento pubblico, dell’ultima pedana: I’ll fly away, «Volerò via», un lungo applauso ha preso il volo, liberando tante lacrime trattenute, e tantissimi ricordi troppo vicini, per parlare di lei al passato.

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