Fenomeno Troiani, l’orgoglio di San Zeno di Mozzecane

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Articolo pubblicato il 30/08/2017 alle ore 10:13.
Fenomeno Troiani, l’orgoglio di San Zeno di Mozzecane
Fenomeno Troiani, l’orgoglio di San Zeno di Mozzecane

2 aprile 2016. Benevento-Ischia. 2-2 il parziale, un pari che per «le streghe», questo il soprannome dei beneventani, potrebbe voler dire mettere in pericolo la promozione in B. Al 61', però, lo zampino del Fato spinge il rimpallo verso il numero 7 giallorosso, Michele Troiani da San Zeno di Mozzecane, che con un destro secco batte il portiere avversario e scaccia la paura dei tifosi dello stadio «Ciro Vigorito».

Da quel giorno il Benevento ha ritrovato se stesso, senza più rischiare di perdere la promozione in B, seguita poi da quella in A della stagione successiva. «Ricordo bene quel gol, il primo da professionista. Mi sono trovato al posto giusto nel momento giusto. C'erano diversi compagni liberi in mezzo all'area, ma ho provato il tiro ed è andata bene. Meno male, perché altrimenti mi avrebbero ucciso!», scherza Michele, 21 anni appena compiuti, uno dei terzini italiani più promettenti.

I primi calci li ha tirati proprio nella squadra del Mozzecane, sempre sostenuto da una famiglia in cui scorre la passione per la palla che rotola. «Anche mio padre e mio zio hanno giocato a calcio, e il mio prozio, Enzo Troiani, era un grande innamorato di pallone e del suo Milan». Indimenticabili, per gli abitanti della frazione, i bandieroni rossoneri che campeggiavano sulla piazza della chiesa dopo ogni trionfo dei «Diavoli», un vero e proprio incontro tra sacro e profano.

Michele, il cui cartellino è di proprietà del Chievo, si sta apprestando a cominciare una nuova stagione dopo un anno interlocutorio, segnato da una delicata operazione al ginocchio. «Un anno fa, durante il ritiro precampionato con il Chievo, è sopraggiunta questa complicazione alla cartilagine al ginocchio – racconta – Abbiamo tentato di scongiurare l'intervento, ma dopo poche settimane è stato chiaro che purtroppo non c'erano altre soluzioni. Col tempo ho recuperato anche grazie all'aiuto di Alberto Previdi e dei ragazzi del centro «Atlante» di San Massimo, ma purtroppo sono stato costretto a saltare la stagione».

Ora si riparte da Trieste, piazza importante con un progetto ambizioso. Nulla che spaventi Michele, un ragazzo con la testa sulle spalle in grado di completare gli studi nel suo ultimo anno da «piccolo», nella primavera del Torino. «Quell'anno, il primo lontano da casa, ho fatto tanti sacrifici. Finivo l'allenamento e prendevo il tram per andare a ripetizioni e conseguire il diploma in ragioneria. Consiglio ai più giovani di non abbandonare gli studi e la formazione, sia per se stessi e la propria crescita, sia perché non tutti hanno la fortuna di “sfondare”».

Focus: Mister Scudetto

Potete chiamarlo «Mister Scudetto». Michele Troiani, scuola Chievo, nella sua giovane carriera ha avuto modo di togliersi già molte soddisfazioni, vincendo tre campionati.

«Il primo è stato quello primavera con il Chievo, nella stagione 2013/2014, una soddisfazione enorme in particolare per il blasone della squadra, non una delle tradizionali “grandi” del calcio italiano». La finale vinta contro il Torino ha segnato una svolta anche nel destino di Michele, che l'anno successivo ha conquistato un altro tricolore proprio tra le file dei granata.

Il terzo campionato è stato infine quello di Lega Pro con il Benevento, che nel 2015/2016 riuscì nell'impresa di avere la meglio di corazzate come Lecce e Foggia. «Quella in Campania è stata la mia prima stagione tra i professionisti – racconta Michele – Sono stato accolto subito benissimo dallo spogliatoio e dai tifosi, e col tempo sono riuscito a ritagliarmi uno spazio importante».

Nell'estate 2016, però, il duro colpo dell'operazione alla cartilagine del ginocchio, un contrattempo fisico simile a quello che pose fine alla carriera di Marco van Basten, che soffriva però di problemi alla caviglia. «Sono stato comunque fortunato ad avere le cure migliori e il massimo supporto da tutti, dalla famiglia al Chievo», ricorda Michele.

I problemi sono però alle spalle, e a Trieste ricomincia la scalata verso il successo. Sulla maglia alabardata dei giulianiMichele porterà il numero 24, lo stesso di Hector Bellerin dell'Arsenal, il giocatore che vede come modello. Troiani può inoltre vantare diverse esperienze nelle rappresentative azzurre, tra under 18, 1920.

«La prima volta che ho ricevuto una convocazione in Nazionale sono stato la persona più felice al mondo – ricorda – Sono stato compagno di azzurro di giocatori come Petagna, Bernardeschi e Calabria, e non vedo l'ora di vestire ancora la maglia dell'Italia, un sogno per chiunque giochi a calcio. Consiglio ai ragazzi però di non avere fretta di bruciare le tappe nella propria carriera. Devono prima di tutto divertirsi, il resto verrà da sé». Da San Zeno, passando da Torino, Benevento e ora Trieste: il peggio è alle spalle, Michele è pronto a ricominciare a volare sulla destra. Senza fermarsi più.

Tags: san zeno di mozzecane,michele troiani, calcio

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